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ARTURO ED IL TWISTER: FINALMENTE A CASA
Il gestore della nota sala da ballo racconta, attraverso
la sua storia, la nascita e lo sviluppo della sua creatura.
In un ambiente dove domina la natura, con la superba cornice dei castelli romani, sorge la sala da ballo del Twister. Ballare in un ambiente comodo e confortevole con la scenografia naturale che circonda il Twister è un’esperienza da non perdere.
A questo proposito conosciamo meglio la storia di questa sala da ballo della capitale attraverso le parole del suo fondatore ed animatore Arturo.
Come hai iniziato l’attività di gestore di locali da ballo?
Risaliamo a circa trent’anni fa, è una cosa che sento dentro, c’è passione e quando le cose le fai con passione riesci a farle bene.
Tra i locali che hai gestito e quelli che hai condotto qual’è quello che ti è rimasto più nel cuore?
Un po’ tutti perchè li ho tirati su da zero, poi li ho ceduti. Difficile in quest’ottica sceglierne uno solo anche se il Twister è il più grande che ho.
Al Twister sono particolarmente affezionato perchè dalla prima pietra in poi ho sempre presenziato. Immaginate che qui vi era solo terreno incolto, per cui la struttura è nata da zero, così come l’avevo progettata ed ideata.
Come hai fatto ad avere una folta partecipazione e completare una sala così grande? In questo mese di novembre è anche difficile convincere la gente ad uscire di casa per ballare, poi la crisi e tanti altri fattori che sconsiglierebbero…
La clientela mi segue da parecchi anni, pensate che alcuni clienti frequentano le sale da ballo già dalle mie prime gestioni.
Vogliamo svelare quali sono i locali che hai condotto in questa tua lunga carriera?
Mi viene in mente che a 21 anni ero già direttore di un night, la storia è lunga, ma inizio i ricordi con il Green House anche se parliamo di una saletta che ho ricavato per far ballare gli appassionati, in tutto 50 posti a sedere. Quindi le Due Palme ed a seguire il Paradise con 1000 mq, una dimensione importante con l’unico handicap che era interrato. Oltre alla danza stagionale non era possibile andare. Troppe limitazioni anche se ripeto era una signora sala.
Forse da quell’esperienza è nata l’idea Twister. Un locale adatto a tutte le stagioni, in cui i clienti possono trovare negli ampi spazi una dimensione ed una tranquillità di movimenti difficilmente reperibile in altre realtà. Ricordo come la clientela mi ha seguito anche durante i lavori di costruzione. Venivano a ballare con me in un altro locale di miei amici, in attesa dell’edificazione dell’attuale edificio. Molti di loro erano affascinati dall’idea di una sala che li potesse racchiudere in tutta tranquillità ed esportavano la loro frenesia chiedendomi spesso a che punto erano i lavori.
Prosegue appassionato il racconto di Arturo, un uomo che tutti i frequentatori di sale da ballo vorrebbero come gestore. Non sempre infatti la disponibilità e la serietà si coniugano con la professionalità. Arturo è naturale, dopo breve tempo che lo conosci ti sembra una persona di famiglia. In attesa dell’intervista, e nelle pause di lavoro ho notato come il professionista dismette i panni del gestore per essere al fianco della sua clientela, forse un termine fin troppo asettico se consideriamo la commistione di sentimenti che il personaggio mette a disposizione degli altri. Non è solo una professione ma diventa piacevole ascoltare le richieste in sala o attardarsi a colloquiare dei fatti di vita quotidiana con la clientela che non è più tale ma diventano persone con la propria storia di ballo e di vita. Non mancano, su richiesta i consigli sulle figure di ballo di cui Arturo ed il suo staff sono validi insegnanti.
Cosa offre il Twister per seguitare ad avere tanti affezionati clienti?
Oltre agli amici clienti che, come detto mi suegono da svariati anni, ci sono anche nuove presenze in quanto i soci portano con loro nuovi soci, questo è sintomo di funzionalità. Il Twister è l’occasione per passare una serata divertente tra le note, ma non solo! Pensate che tutti i sabato sera varia il menù che è sì a prezzo fisso ma con piatti tipici in continua evoluzione. Al Twister cìè possibilità di organizzare banchetti, comunioni e tengo ancora a precisarlo la ristorazione è il nostro fiore all’occhiello.
Abbiamo parlato di ballo, di ristorazione ma chi conduce l’intrattenimento musicale?
Ho avuto la fortuna di affidare la colonna sonora del locale il venerdì sera, la domenica a pranzo a Cafarelli Agostino, uno dei più bravi sassofonisti che la “piazza” offre”. Il suo repertorio è completo in modo che tutte le discipline di ballo siano soddisfatte. Le voci qualitativamente importanti del sabato sera sono quelle del maestro di fisarmonica Alessandro e la moglie Eleonora De Angelis.
Se dovessi pronunciarti su una cosa divertente che ricordi con piacere?
Tra le cose che ho potuto notare in tanti anni di attività, “il copia copia” nei balli di gruppo, una situazione che mi diverte tantissimo, un copia incolla per rimanere in tema “informatico”.
La chiacchierata con Arturo è interessante ma le notizie sul Twister sono poche, allora è ora di ascoltare i dati di questa creatura, nata dalla fervida mente del gestore. Si comprende dal suo discorso come abbia dentro questo locale e come il suo progetto rispecchi i desideri del cliente ballerino e non solo. Avanti allora a tutto Twister:
Forte delle mie esperienze, conoscendo le problematiche di chi và in sla per ballare con i giusti spazi, in una pista ampia e dedicata solo allo scopo, con la parte ristorazione e la logistica volutamente ai lati, non distanti ma disposti in maniera defilata in modo da dare, a chi scende in pista la capacità di muoversi senza i “proverbiali” urti con il vicino, imbarazzanti e fastidiosi per entrambi. La pista non a caso misura 500 mq. Solo dove si balla.
L’esempio di quanto detto si verifica anche nel veglione di fine anno dove c’è il pienone oltre al cenone!
La mia politica non è solo commerciale, cerco la stabilità del llocale in ogni situazione. Quando la capienza raggiunge il “tutto esaurito” e l’ultima sedia del tavolo è assegnata, non cerco e non accolgo nuove richieste che porterebbero scapito ai presenti e discredito all’ambiente. Il posto giusto col giusto numero di presenze. Il pienone, grazie ai clienti, non arriva solo a capodanno!
Il mio lavoro è stato progettato non solo per accogliere i frequentatori del Twister all’interno ma inizia fuori, dove ho realizzato un’area adibita a parcheggio di 5.600 mq. In cui insiste la struttura di 1000 mq cdi cui la metà adibita a sala da ballo.
Come è composta la clientela che fa tappa qui?
Il bello dei circoli è che si convive in un ambiente assolutamente familiare, anche se numerosi i frequentatori hanno avuto modo di conoscersi e familiarizzare creando quel clima quasi irreale che permette di lasciare sul tavolo i propri effetti senza che nessuno abbia mai avuto l’intenzione o peggio la voglia di appropriarsene.
E’ un successo dal punto di vista umano non indifferente. Nessuna serata rovinata e si và via carichi pronti ad affrontare la settimana con uno spirito diverso. Il 2010 lascia il posto al 2011 e sarà sempre Twister?
Si certamente, sarà sempre Twister!
Risalgo in macchina e mi accorgo che in questo periodo trascorso all’interno del Twister anche le mie due ore di lavoro sono passate piacevolmente. Un mix di cose buone a partire dall’ottima cena, dalla piacevole musica, dalla cordialità di Arturo, dall’allegria degli avventori e la magia dell’immensa pista che ti coinvolge.
Salgo in auto e dopo pochi minuti ho difronte il Divino Amore, che dista solo 2,5 Km.
Io ci ritorno e voi?










