Champions league: Roma-Shakhtar Donetsk 2-3
Ottavi di finale di Champions league
Roma, 16/02/2011
Stadio Olimpico di Roma: ore 20,45
Roma-Shakhtar Donetsk 2-3

I giocatori romanisti sotto la curva al termine della gara
SOLO LA COPPA
La Roma che dista tredici punti dalla vetta della classifica in campionato, dopo la gara interna persa contro il Napoli con una partita da recuperare ancora contro il Bologna, con una doppia sfida contro l’Inter per arrivare verso la finale di Coppa Italia si appresta ad affronatre la sfida da dentro o fuori con gli ucraini dello Shakhtar Donetsk, sapendo che non può fallire, sotto il punto della prestazione sia a livello di squadra che di scelte tecniche. Ricompattandosi c’è la possibilità di riaddrizzare l’intera stagione ma in mente ci deve essere solo il mercoledì di coppa.
GRANDE SQUADRA, UOMINI PICCOLI
Quello che ha evidenziato fin qui il campionato è fin troppo chiaro. La negligenza della squadra e le amnesie del tecnico, la scarsa voglia di impegnarsi hanno portato ad una frustrazione ed ad un imbarbarimento morale l’intera tifoseria. Le ultime prestazioni della Roma sono state così sciatte ed inconcludenti che invece dei campioni attesi per vestire i colori cittadini sono arrivati piccoli uomini, almeno mentalmente parlando e sempre con attinenza alle vicende calcistiche. Nel pre-partita di Champions Ranieri ha chiaramente fatto capire come il vuoto di potere, innescato dal cambio al vertice della dirigenza romanista, abbia influito sulla squadra. Ma è proprio qui che non ci siamo. In un momento difficile i giocatori hanno pensato a tutto meno che fare quadrato, contro il loro stesso interesse. Un esempio di grande professionismo arriva dal Bologna dove la chiara difficoltà dirigenziale non ha fermato la squadra che, al contrario della Roma, ha lottato in campo conquistando punti su punti e rialzandosi in classifica. Brutta solo la caduta contro la Sampdoria, altra squadra in crisi di risultati e di uomini.
VICENDE SOCIETARIE
Il Cda di Roma 200 ha dato via libera all’esclusiva a trattare con gli imprenditori americani che a detta di Unicredit hanno presentato l’offerta migliore rispetto alle altre arrivate. Quattro sono gli imprenditori che avranno tempo fino al 15 marzo per diventare i proprietari del club di Trigoria . Il capo cordata è Thomas DiBenedetto che appreso della concessione dell’esclusiva ha dichiarato: “Quanto prima intendiamo avviare il nostro progetto di crescita che mira a valorizzare la società e la squadra e agiremo come custodi di questo grande club”. Insieme con lui, Richard D’Amore, Michael A. Ruane e James Pallotta dovrebbero acquistare il 60 per cento del 67 per cento delle azioni in vendita per una cifra poco superiore ai 40 milioni di euro con gli esponenti italo-americani che si sono impegnati ad una doppia ricapitalizzazione per un totale di 80 milioni di euro. La Roma è a un passo dalla svolta epocale. Paolo Fiorentino, amministratore delegato di Unicredit ha detto la sua sul futuro americano del club. “L’offerta della cordata guidata da DiBenedetto ci ha convinto non solo perché finanziariamente più solida, ma anche per gli investimenti e per la valorizzazione della squadra che il progetto prevede. Una valorizzazione – così il banchiere di Piazza Cordusio – che la squadra ed i tifosi romani si aspettano e meritano”. Nella storia romana le idi di marzo cambiarono volto alla Roma imperiale, ora si attende il nuovo volto della squadra della capitale con cui certi connubi vanno a nozze.

La Roma passa in vantaggio per prima
CHAMPIONS LEAGUE: HARAKIIRI
Il momento in casa Roma non è dei migliori e la gara contro lo Shakhtar mette a nudo l’irrealtà che regna in una squadra che doveva essere uno squadrone ed invece assume i panni di una provinciale in lotta per la salvezza. Nonostante il primo Harakiri arrivato in casa ucraina la Roma è riuscita in rapida successione a prerndere il pèareggio nella prima palla utile per gli avversari, quindi il raddoppio su una precisa giocata dal limite con la facilità da parte degli ospiti di affondare a proprio piacimento. infine il Harakiri finale con Riise che crolla a terra e con la difesa totalmente assente. Una pregevole rete di Menez accorcia le distanze e poi solo azioni personali in un contesto di gioco totalmente assente. Ancora da sottolineare l’orrenda prestazione della difesa capitolina con Burdisso tra i peggiori, sopratutto nella fase di preparazione della manovra. Non meglio Cassetti che va a prendersi un inutile cartellino giallo per un fallo in zona non pericolosa. Ancora più stupido il cartellino rimediato da Menez che ha rincorso un avversario prima di falciarlo quasi a centrocampo. I due diffidati salteranno la gara di ritorno a Donetsk rendendo ancora più problematica la ricerca di una rimonta che deve vedere la Romna almeno sullo 0-2 per passare il turno. Molta acqua dovrà passare sotto i ponti prima dell’incontro di ritorno. I problemi in un momento difficile restano tutti.

Ranieri in grande confusione, come i suoi calciatori
RANIERI GRAZIE MA SERVE UNA SCOSSA
A questo punto serve alla squadra una scossa e Ranieri, che di errori ne ha commessi molti quest’anno, potrebbe farsi da parte per cercare di dare la scossa all’ambiente, nervoso, impaurito ed incapace di reagire. Difficile menare il bastone in questi frangenti dove sarebbe facile sparare sulla croce rossa. Si stringe il cuore al solo pensiero di cosa possano pensare i nuovi propabili proprietari oltre-oceano che vedono con un’eventuale uscita della Roma dalla Champions league un iniziale depauparimento economico.
La reazione della Roma c’è stata ma anche sul filo del rasoio e nel massimo sforzo offensivo alla ricerca almeno del pareggio sono apparse evidenti alcune lacune che sono figlie di una mancanza di gioco e di schemi anche elementari. Ranieri va ringraziato per quanto, in maniera onesta e professionale, ha dato alla Roma ma la squadra sembra ormai irrimediabilmente non recepire più le direttive del tecnico ed a volte si insinua il sospetto che ci sia anche del dolo in qualche giocatore che non può essere diventato improvvisamente così scarso. E’ solo un dubbio ma ragionevole che solo gli interessati potranno dimostrarci non esistere. Pensare ai dieci goal subiti negli ultimi tre incontri fa accapponare la pelle. Un punteggio da squadra provinciale scarsamente attrezzata.

Menez resiste e sigla il secondo goal
JUAN, RIISE ERRORI IRRIPETIBILI
Due soli casi che sono l’apice della piramide, le due disavventure di Juan a Marassi contro la Sampdoria e quello di Riise contro gli ucraini in questa gara sono infortuni irripetibili, non riuscirebbero neppure a farlo apposta. Ma anche Mexes, tra i più lucidi, ha fatto errori elementari mentre, come accennato, Burdisso è stato disastroso nel suo ruolo e nella costruzione del gioco. De Rossi dovrebbe prendere una pausa di riflessione, Taddei è completamente inutile con il suo correre senza costrutto. Alla fine dell’incontro i tifosi della curva sud hanno chiamato la squadra che è andata sotto di loro e sono arrivati copiosi i fischi. Gli stessi calciatori che volevano regalare la maglia alla curva hanno desistito uscendo dal campo a testa bassa. Lo stesso De Rossi ha sottolineato l’amarezza del momento ed ha affermato che non ci voleva coraggio ad affrontare la contestazione della curva, la reazione era più che scontata e giusta.

De Rossi sotto la sud alla fine
TABELLINO GARA
Roma (4-3-1-2): Doni,Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise (46′ Castellini), Perrotta, De Rossi, Taddei, Menez, Totti, Vucinic (67′ Borriello)
A disposizione: Lonbont, Juan, Brighi, Greco, Simplicio.
All.: Ranieri
Shakhtar Donetsk (4-4-2): Pyatov; Srna, Chygrynskiy, Rakitskiy, Rat; Costa, (65′ Eduardo) Gai, Jadson (Texeira), Willian; Hubschmann, Adriano. 
A disposizione: Khudzhamov, Ishchenko, Kobin, Stepanenko, Mikhitaryan, Teixeira.
All. Lucescu.
Arbitro: Olegario Benquerenca (Portogallo)
Assistenti: Bertino Moranda e Joao Santos (Portogallo)
Marcatori: 27′ Perrotta, 29′ Jadson,35′ Costa, 41′ Adriano 61′, Menez
Ammoniti: Chygrynskiy, De Rossi, Cassetti, Menez, Perrotta, Pyatov.

Riise si scusa per la prestazione



