SUPERCOPPA ITALIANA 2008

Domenica 24 agosto 2008
Milano Stadio Meazza ore 20,45
INTERNAZIONALE - ROMA 8-7 dopo i calci di rigore.
(2-2 al 90')
Marcatori: 18' Muntari; 59' De Rossi, 83' Balotelli, 89' Vucinic.
Goal ed errori dal dischetto: Realizzano Vucinic, Ibrahimovic, Baptista, Balotelli, Cassetti, (Stankovic colpisce la traversa), De Rossi, Maxwell, (Totti colpisce la traversa)
Ad oltranza: Cambiasso gol- Pizarro gol- Jimenez gol- Juan tiro parato, Zanetti gol.
INTER (4-3-3): Julio Cesar; Maicon, Burdisso (90' Rivas), Cambiasso, Maxwell; Zanetti, Stankovic, Muntari; Figo (66' Balotelli), Ibrahimovic, Mancini (70' Jimenez).
A disposizione: Toldo, Pelé, Crespo, Cruz
Allenatore Mourinho
ROMA (4-3-2-1): Doni; Cassetti, Mexes, Juan, Riise (78' Tonetto); De Rossi, Pizarro, Aquilani
(90'Okaka); Perrotta (85' Totti) , Baptista; Vucinic.
A disposizione: Artur, Panucci, Loria, Brighi.
Allenatore: Spalletti.
Arbitro: Saccani
Assistenti: Stagnoli-Biasutto
Quarto uomo: De Marco
Pprima del fischio d’inizio osservato un minuto di raccoglimento in memoria del presidente della Roma Franco Sensi, scomparso sette giorni prima.
Spettatori: 43.400
Incasso: 1.061.421,60 euro;
Ammoniti: Vucinic, Ibrahimovic, Pizarro, Cassetti, Balotelli,Stankovic.
Angoli: 11-3 per l'Inter
Minuti di recupero: 1 nel primo tempo, 5 nel secondo tempo, 1’ nel p.t.s., 0 nel s.t.s.
PRIMO TEMPO PER L'INTER
Si rigioca la supercoppa italiana una anno dopo ma stesse sono le squadre, stesso lo stadio stesso l'orario d'inizio
. Non sono in queste cose le differenze ma si va in scena con la Roma che gioca la sua prima
partita senza il Presidente Sensi, scomparso una settimana prima. In campo dal primo minuto gioca
Baptista, l'ultimo arrivato in casa giallorossa. Molti come sempre i tifosi giallorossi al seguito e si fanno sentire. Oggetto di fischi e bersaglio preferito l'ex Mancini, che affetto non ha certamente lasciato nella capitale. Totti è in panchina mentre il biondo Riise spicca a sinistra. Mourinho è il tecnico tanto atteso,
posto a verifica sulla nostra scena nazionale ed il suo gioco inizialmente crea difficoltà ai calciatori della Roma. L'Inter gioca a stantuffo, attacca con i suoi effettivi per poi ripiegare e portare indietro anche gli attaccanti e gli esterni. Il pressing nerazzurro e la velocità di manovra appaiono subito superiori a quella
degli avversari che hanno dalla loro la prima palla goal dell'incontro con Vucinic che da buona posizionem, anche se defilto a destra rispetto alla porta neroazzurra, calcia cercando il secondo palo ma non vi è effetto
e neppure precisione, la sfera termina distante dai pali della porta interista. A questo punto l'Inter, complice un mollo centrocampo romanista, prende il sopravvento ed inanella una serie di azioni offensive da massima allerta. La difesa capitolina balla mentre prima Vucinic quindi Ibrahimovic terminano sul taccuin arbitrale
per simulazione. L'arbitro è molto attento. Dopo tanto attaccare, con una Roma in difficoltà l'Inter indovina il varco giusto e su una conclusione ravvicinata di Ibrahimovic deviata sulla traversa da Mexes in tentativo disperato, la palla rimbalza sulla destra della porta proprio dove arriva Muntari in corsa. L'ex Udinese, neo acquisto voluto da Mourinho con una potente legnata insacca la porta dell'incolpevole Doni proteso con le mani alzate nel tentativo di intercettare il pallone. Stordita dal goal subito la Roma subisce ancora le avanzate neroazzurre con ripartenze fulmineee facilitate da banali errori di possesso palla nella zona nevralgica della manovra romanista. In ogni caso è Riise imbeccato a sinistra ad entrare in area nell'unico "buco" della retroguardia dei padroni di casa. Gran tiro ma fuori lo specchio della porta. Il segnaline dalla parte opposta segnala un fuorigioco che sia ad occhio nudo che con i replay tv è assolutamente infondato.
LA RIPRESA E' DELLA ROMA
Troppo tranquilla e statica la squadra di Spalletti nella prima parte di gara per essere vera. Nel secondo tempo i giallorossi prendono in pugno l'incontro e costringono l'Inter alla difensiva in più occasioni. Il possesso di palla e la velocità negli scambi effettuati con trame precise, hanno messo in difficoltà l'Inter
che, arretrando il baricentro, offriva alla Roma solo la possibilità di conclusioni dalla distanza, visto la chiusura degli spazi a mo' di catenaccio. Proprio da una conclusione di esterno destro di De Rossi, con la sfera che s'infila appena toccata da Julio Cesar, arriva il pareggio dei giallorossi. Il capitano in campo è artefice di un esterno potente e preciso che il portiere vede tardi ed appena tocca. La Roma gioca ora sulle ali dell'entusiasmo con i padroni di casa che risentono del pressing a tutto campo ed a tutto fiato portato dagli uomini di Mourinho nei primi 45'. La Roma è tornata grande, ogni brutto pensiero è fugato. L'Inter mette in campo Balotelli, valido ragazzino prodotto del vivaio interista, bravo ma al contempo scorretto in molte sue azioni nei confronti degli avversari. Con la Roma in avanti e la parata di julio Cesar arriva dal rilancio del portiere l'assist vincente per Balotelli, facilitato da un mancato intervento di Mexes, caricato irregolarmente da un avversario. Doccia fredda in casa romanista, a pochi giri di lancetta dal termine ma l'orgoglio dei calciatori romanisti non è morto. Tutti in avanti, Spalletti da parte sua propone quattro attaccanti aggiungendo Okaka e Totti. Quando le speranze sono ormai flebili da angolo alla destra del portiere interista arriva l'incornata di Vucinic che si fà trovare al posto giusto al momento giusto. Tocca la palla Stankovic e questa s'infila in rete per il pareggio romanista. Esplodono i seimila romanisti nella curva sud del Meazza.
La Roma guadagna ancora un angolo ma questa volta l'arbitro Saccani, al contrarioo del p.t.s. fischia la
fine allo scadere dei secondi 15' senza neppure il minuto di recupero che pure andava cvoncesso per i
molti calciatori fermatisi per i crampi.
LA SORTE DICE INTER
Mestizia e rammarico si leggono nei volti di Totti e compagni dopo che la triste storia dal dischetto da
parte dei colori romanisti aggiunge un altro funesto capitolo ad una serie che ci si augura terminerà il prima possibile. Con la Roma in vantaggio, dopo l'errore di Stankovic, sono proprio Totti nell'ultimo atto di gara
e poi Juan, quando si era ad oltranza, a negare la seconda consecutiva supercoppa alla città di Roma.
I detentori del trofeo lasciano quindi il podio più alto agli uomini di Moratti.
LA ROMA C'E'
La considerazione principale, ad una settimana dal via del campionato, riguarda la squadra, i nuovi innesti
e l'ambiente che sembrano ripercorrere a grandi linee la strada maestra intrapresa lo scorso anno. Se i rigori restano una lotteria, e la Roma nelle estrazioni non è fortunata, la storia ce lo ricorda, in campo i giallorossi al cospetto dell'Inter non hanno demeritato dimostrando, ancora una volta, di potersi confrontare alla pari con lo squadrone milanese. Tutto questo alla luce dell'attuale rosa romanista che, per forza di cose deve essere potenziata. Una settimana all'inizio del campionato, una settimana per gli ultimi acquisti che renderanno meglio decifrabile il volto della creatura spallettiana. Nonostante tutto la stagione è iniziata bene, c'è solo da migliorare, considerando che campioni come Totti hanno giocato solo nel finale e con le dovute cautele, dopo l'infortunio subito contro il Livorno.
BRUNO CONTI: "Purtroppo ai rigori è andata male alla Roma. Faccio i complimenti ai ragazzi per la reazione che hanno avuto, ma complimenti anche ai nerazzurri per come ha giocato. Queste due squadre oggi hanno onorato il calcio, volevamo dedicare questa Coppa al presidente Sensi, ma sono sicuro che il presidente sarà comunque soddisfatto della prestazione dei ragazzi. Anche i grandi campioni possono sbagliare un calcio di rigore, ora dobbiamo pensare al campionato e ci sono tutti i presupposti per fare bene.