RISULTATO RASSICURANTE
Giocare la prima gara di semifinale in casa non certo un vantaggio, ma la Roma di questi tempi non bada certo a queste cose. Era importante vincere e sicuramente non subire reti. Si è detto dell'altra semifinale tra Inter e Fiorentina terminata 1-0, che l''Inter il più lo aveva fatto. Se tanto mi dà tanto....Dopo queste considerazioni la gara si può leggere con varie sfaccettature, dire che un tempo è bastato e l'altro un semplice allenamento, affermare che i friulani sono stati un ottimo sparring-patner. La verità è, a mio avviso, un'altra e che la Roma è stata superiore in tutto e per tutto ad un buon avversario che non è stato certo a guardare, anche se sotto di due reti e con una Roma che ha lasciato una sola occasione agli avversari, nulla di più ha potuto chiedere all'incontro che la Roma ha dominato. I friulani ed i giallorossi si sono presentati con le migliori formazioni possibili. L'Udinese col tridente offensivo in cui spicca la stella Di Natale (si vedrà solo nei minuti di recupero), la Roma con il rientro di Totti e Vucinic e Mexes che fà riposare il brasiliano Riise.
RIENTRA E SEGNA VUCINIC-GOAL
Tra i rientranti in squadra, rispetto a quella che ha affrontato il Siena in campionato, senza attaccanti titolari, spicca il montenegrino Vucinic che sà presto farsi apprezzare. L'azione in questione parte a centrocampo dove un De Rossi in potente crescita (anche dal punto di impostazione della manovra) pennella un passaggio di trenta metri che un abile scattista come il montenegrino non si fà sfuggire. Elude la retroguardia degli ospiti e s'invola verso la porta di Andanovic. Basta a Vucinic coordinarsi e infilare la rete friulana alla destra dell'estremo difensore immobilizzato dalla finta dell'attaccante. Non è solo un bel goal è anche lo scrivere la pagina importante di questa gara, la più difficile per il momento quella di sbloccare il risultato.
Il gioco è stato fatto con abilità e la rete è di pregevole fattura.
L'Udinese di certo non stà a guardare ed attacca sfruttando le fasce
e sopratutto mettendo in luce una buona velocità individuale e di manovra. Asamoha è stato il faro della squadra ma la buona impostazione di gioco degli ospiti si è quasi sempre infranta contro la munita difesa capitolina che non ha mai concesso chanches importanti. Di Natale ben controllato, non ha mai cercato la porta e quando lo ha fatto la Roma ha risposto alla perfezione.
IN VENTIMILA URLANO PER MEXES
L'incitamento dei ventimila dell'Olimpico ha aiutato non poco i ragazzi di Ranieri che hanno sfruttato alla perfezione le occasioni presentatesi. Quindi su calcio di punizione conquistata da Vucinic, sulla tre-quarti campo, Pizarro al 40' crossa di precisione a ridosso dell'area piccol, dalla destra di Handanovic, in molti non arrivano alla deviazione della sfera, Mexes controlla con lo sguardo la traiettoria della stessa e quando comprende che è alla sua portata si eleva anticipando i controllori e schiaccia in porta il pallone di testa. Handanovic non riesce neppure a tentare l'intervento ed il pallone inesorabilmente s'infila per la seconda volta nel sacco, per quello che è il goal del raddoppio e che resterà anche l'ultimo dell'incontro, nonostante altri quarantacinque minuti da giocare. Le reti sono arrivate nei tempi giusti dopo dodici minuti quella di Vucinic allo scadere quella di Mexes. Con questa combinazione numerica anche per gli ospiti è stato difficile riprendersi, anche se nel finale i friulani hanno tentato il tutto per tutto gettandosi a testa bassa in avanti. Alla Roma è bastato controllare e con un Totti difendi palloni ed un Pizarro in crescendo anche nella veste di interditore per le zebrette non si sono mai aperte le vie dlla porta. Quando Doni (portiere di coppa) è stato chiamato ad un uscita decisiva non si è fatto pregare dimostrando di essere in piena forma e pronto a giocarsi il posto da numero uno.
18 RISULTATI UTILI CONSECUTIVI
Era il 28 ottobre quando proprio l'Udinese, in campionato, fermò la Roma facendo passare un'altra serataccia ai giallorossi in campo e sugli spalti. La classifica faceva paura e due punti sotto i giallorossi si parlava di tematiche da serie cadetta. Ma era un'altra storia ed un'altra Roma. Quella attuale è un meccanismo ben oliato con il giusto carburante che macina gioco e stende grandi e piccole, in campionato, in Coppa Italia ed in Europa league. Con il susseguirsi dei risultati arriva anche il morale e anche quando la stabilità fisica accusa stanchezza non si accende mai il rosso della riserva. Quando non c'è più potenza da imprimere ed il finale s'avvicina gli avversari barcollano e spesso nella "zona Cesarini" è la Roma a risolvere gli incontri.


Il Tabellino
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Mexes (dal 35' s.t. Juan), Burdisso, Riise; Pizarro, De Rossi; Taddei, Perrotta, Vucinic (dal 19' s.t. Baptista); Totti.
A disposizione: Lobont, Motta, Brighi, Cerci, Menez.
Allenatore: Ranieri.
UDINESE (4-3-3): Handanovic; Isla, Zapata, Coda, Lukovic; Inler (dal 32' s.t. Sammarco), D'Agostino, Asamoah; Sanchez (29' s.t. Pepe), Floro Flores (27' s.t. Geijo), Di Natale.
A disposizione: Belardi, Cuadrado, Pasquale, Lodi.
Allenatore: De Biasi.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.
Marcatori 12' Vucinic, 40' Mexes
Spettatori: 20.000 circa.
Angoli: 8-7 per l'Udinese.
Ammoniti: D'Agostino, Isla.
Recupero: 2'primo tempo; 4' secondo tempo.

