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TOTTI LASCIA LA ROMA

STACCARSI DA UNA MAMMA E’ DIFFICILE
OGGI POTEVO ANCHE MORIRE
ALLA GENTE VA DETTA LA VERITA’
IO E DE ROSSI IN CURVA SUD
E’ UN ARRIVEDERCI E NON UN ADDIO

Conferenza di Totti

Alle 14,00 in punto si è tenuta la conferenza stampa di addio di Francesco Totti alla Roma, DOPO
TRENTA ANNI.
La deromanizzazione dei romani dalla Roma adesso è compiuta, ha vinto il sig. Baldini, rintanato
nella sua Londra che ha siluarato con i suoi consigli prima Totti calciatore e alla stesso modo
De Rossi, poi l’opera magna si è completata con l’addio di Totti alla società.
Commoventi due passaggi quando ricorda come è difficile staccarsi dalla propria madre e ancora
più forte “avrei preferito morire”.
Come è possibile che il personaggio più conosciuto al mondo non solo calcisticamente parlando,
sia stato accantonato in ogni decisione da prendere e come, un presidente serio non si sia mai chiesto
in oltre otto anni perchè i risultati non arrivano e non sono arrivati?
L’almanacco lo ha scritto da tanto tempo, basta leggere nell’archivio, purtroppo siamo stati precursori
di quanto oggi è accaduto, era chiaramente leggibile da tempo e si evince una sola cosa: La Roma attuale
è nelle mani sbagliate e nei consiglieri sbagliati, questo un altro risultato negativo della gestione della
Roma di Pallotta, una polveriera pronta ad esplodere e questa volta speriamo succeda presto.
INTANTO IN BORSA IL TITOLO DELLA ROMA CEDE IL 2,6%.

HA VINTO BALDINI  E …..PALLOTTA

Adesso che hanno vinto con la cacciata di Totti, per loro inizia il periodo più duro, ora tutti conoscono i responsabili dei fallimenti a ripetizione,
manca però d’ora in poi il paracadute a questi dirigenti e consiglieri, grazie a loro la Roma sarà ridimensionata da subito.
Che dire delle vendite di Salah e Allison? Due calciatori sotto contratto con la Roma che hanno alzato tanti trofei appena ceduti.
Avevano i campioni in casa, quelli giusti per vincere e nascondendosi col fair play finanziario, hanno ceduto la possibilità di vincere qualcosa.
Ora toccherà ad altri pezzi da 90′ e poi?
Serve lo stadio? Ma i giocatori da mettere dentro?
Come cercheranno di tirare i tifosi al loro fianco?
Ora il muro è caduto e la sporcizia che c’è dietro è venuta a galla.
Persino la radio ufficiale della AS Roma ha optato per non trasmettere in diretta la conferenza stampa del capitano.
Vediamo adesso cosa accadrà dentro la Roma, tutto così non potrà andare avanti, coltellate alle spalle, dirigenti che sono contenti quando la
squadra perde e ancora tanto altro schifo……
Vediamo cosa succederà anche tra il tifo giallorosso, quello si pulito e unico pagante per alimentare tante teste inutili che gravitano all’interno
e all’esterno della società.
Il Sig. Baldini è riuscito in qualcosa in cui nessun altro sarebbe stato in grado di fare: allontanare le uniche vere immagini che avrebbero voluto il
bene della Roma: Totti e De Rossi.

Ora a rappresentare la Roma ci saranno coloro che restano con Baldini in primis. Vediamo adesso cosa sapranno fare senza parafulmine, a partire dai
circa 60 milioni da recuperare entro giugno.

LE PAROLE DEL CAPITANO

“Innanzitutto ringrazio il presidente Malagò, per avermi dato questa possibilità e questo posto bellissimo, uno dei più importante per gli sportivi.
Certo la comunicazione è meno bella rispetto al posto. Alle 12.41 del 17 giugno 2019 ho mandato una mail al CEO della Roma dove scrivo un po’
di parole e di frasi per me impensabili, inimmaginabili.
Ho scritto, ho dato le mie dimissioni con l’AS Roma e speravo che questo giorno non ci fosse, invece è arrivato questo fatidico giorno che per me è
molto molto brutto e pesante, però viste le condizioni credo sia stato doveroso e giusto prendere questa brusca decisione anche perché non avevo
la possibilità di lavorare con l’area tecnica della Roma e ho preso questa decisione un po’ difficile pensata in tanti mesi ma penso sia la più coerente
e giusta perché davanti a tutti ci deve essere la Roma.
Oggi non ci deve essere pro-Totti, contro Pallotta o Baldini. Ci deve essere solo la Roma e l’amore nei confronti di questi colori.
Gli allenatori passano, i giocatori passano, le bandiere non passano quello no. Questo mi ha fatto pensare tanto e diciamo che non è stata colpa mia prendere questa decisione.
La Roma l’ho messa davanti a tutto è la mia seconda casa se non la prima, perché ho passato più tempo a Trigoria che a casa.
Prendere questa scelta è stato difficilissimo perché ho sempre voluto portare ad alti livelli questa società per il mondo per far fare bella figura.
Non è stata colpa mia perché non mi è mai stata data la possibiltà di esprimermi, non mi hanno coinvolto nel progetto tecnico.
Il primo anno ci può stare, il secondo avevo capito cosa volessi fare e non ci siamo mai trovati e aiutati l’uno con l’altro anche perché sapevano
la mia voglia di dare tanto a questa squadra e società, ma loro sinceramente non hanno mai voluto.
Mi tenevano fuori da tutto. Al popolo e la gente di Roma devo dire solo grazie per come mi hanno sempre trattato. C’è stato sempre un reciproco rispetto sia in campo che fuori.
Posso dire di continuare questa squadra che va sempre tifata e onorata per me è la più importante del mondo e vederla in questo momento di difficoltà mi rattrista e mi dà fastidio.
Roma è Roma i tifosi sono diversi dagli altri: la passione, la voglia che ci mettono nei confronti di questa squadra è talmente grande che non potrà mai finire.
Io anche da fuori continuerò sempre a tifare Roma, è un arrivederci non un addio.
Da romanista mi dà fastidio vedere Totti lontano da Roma e non credo può succedere. Ora prenderò altre strade e nel momento in cui un’altra società punterà su di me tornerò.
Diciamo che in questo momento ce ne sono tante di cose che posso fare. Sto valutando tranquillamente, questo mese valuterò tutte le offerte che ci sono sul piatto e quella che
mi farà stare meglio la prenderò con tutto il cuore perché ho sempre fatto così. Se prenderò una decisione sarà quella definitiva. Non sto qui a dire di chi è la colpa,
è stato dato un percorso, non è stato rispettato ed ho fatto questa scelta.
Tutti sanno che hanno voluto che io smettessi. Sul lato dirigenziale avevo un contratto di sei anni, sono entrato in punta di piedi perché per me era una novità.
Andando avanti col tempo ho capito che erano cose diverse, il campo è una cosa il dirigente è un’altra. Di promesse ne sono state fatte tante, è normale che col passare del tempo
giudichi, valuti, anche perché anch’io ho un carattere e personalità e non sto lì a fare quello che ogni tanto chiami. Lo facevo per la Roma, ma poi andando avanti col tempo non mi sembrava
il caso di continuare dove delle persone non volevano facessi una certa cosa.
C’è un pensiero di certe persone di togliere i romani dalla Roma. Un pensiero che alla fine… è prevalsa la verità: sono riusciti ad ottenere quello che volevano anche da 8 anni a questa parte
quando sono entrati gli americani hanno cercato in tuti i modi di metterci da parte.
Con gli anni hanno cercato in tutti i modi… Hanno voluto questo ed alla fine ci sono riusciti.
Se ho preso questa decisione penso che sia normale che ci siano degli equivoci e dei problemi interni alla società. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io:
Troppi galli a cantare non servono, ci sono tante persone che mettono bocca su cose e fanno solo casini e danni.
Tutti devono fare il suo e così sarebbe più facile per tutti. Se ho preso questa decisione penso che sia normale che ci siano degli equivoci e dei problemi interni alla società.
Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io: troppi galli a cantare non servono, ci sono tante persone che mettono bocca su cose e fanno solo casini e danni.
Tutti devono fare il suo e così sarebbe più facile per tutti. Un po’ tutti sappiamo i problemi reali della società, soprattutto per il FPF che bisogna vendere giocatori per il 30 giugno.
Hanno fatto questa scelta difficile di vendere i giocatori più blasonati ed è anche più facile prendere soldi da questi giocatori.
Perciò penso che bisogna essere trasparenti soprattutto con i tifosi, perché io ho sempre detto: “Bisogna dire la verità alla gente, anche brutta ma bisogna dire la verità”.
Quando un anno fa in un’intervista dissi che l’obiettivo era il quarto posto e la Juve avrebbe vinto lo scudetto mi è stato detto che ero incompetente e levavo stipendi ai calciatori.
Quando dici la verità sei inattaccabile, o sono abituato a dire la verità. Non posso stare qua dentro.
Per me pesa tantissimo ed è pesata tantissimo perché poi il calciatore trova sempre un alibi o una scusa perché quando le cose vanno male le cose
iniziano a dire: “Manca il presidente, il ds, il direttore tecnico e nessuno ci dice come stanno le cose”.
Questo va a dare problemi alla squadra, per me crea un danno e io l’ho detto e ripetuto tantissime volte.
Il presidente deve essere più sul posto, perché quando i calciatori, direttori, dal primo all’ultimo che entra a Trigoria
sta sull’attenti sta a lavorare come dovrebbe lavorare.
Quando non c’è il capo fanno tutti come gli pare. E’ così ovunque penso. E’ come all’allenamento senza mister: con lui va a 300 all’ora,
col secondo fai lo stupidino.
Se ho preso questa decisione non ho fatto niente e potuto fare niente e non mi sono sentito nel vivo del progetto, soprattutto nell’area tecnica
dove io penso che capire un po’ di più rispetto ad altre persone che stanno a Trigoria, penso di avere le basi o l’occhio.
Questo penso di saperlo fare bene, sbagliando perché tutti sbagliano. Prendendosi la responsabilità, la faccia l’ho sempre messa e sempre la metterò
anche quando le cose vanno male come quest’anno. Ho girato spesso vari continenti, soprattutto in quelle zone. Posso dire che la Roma è stimata
in varie parti del mondo e tutti la vorrebbero prendere. Però stare qua a dire c’è uno, c’è quell’altro…
Non mi posso esporre perché non so niente di tutto ciò.
Diciamo che le cose che mi hanno fatto riflettere e pensare, non sono stato mai reso partecipe, quando erano in difficoltà mi chiamavano, in due anni avrò fatto
dieci riunioni, mi chiamavano sempre all’ultimo come se mi volessero accantonare da tutto e dopo un po’ il cerchio si stringe e poi subentra il rispetto verso la persona.
Ho cercato in tutti i modi di mettermi a disposizione e dare qualcosa in più, ma dall’altra parte era diverso il pensiero.
Sicuro un’altra proprietà e poi dipende se quest’altra proprietà mi chiama e crede nelle mie potenzialità e crede che io alla Roma possa fare qualcosa di buono e sicuramente
non ho mai fatto e farò male alla Roma. Per me viene prima di tutto, anche in questo momento. Per me oggi è altro quando ho smesso di giocare.
Andare via dalla Roma per me… morire era meglio.
Tanti personaggi nella Roma hanno sempre detto che sono troppo ingombrante per questa società, Io ho chiesto di fare il direttore tecnico perché credo di avere competenze
sull’area tecnica, non credo di comandare tutto. Ho chiesto di dare contributo e metterci la faccia, di decidere come fanno gli altri.
Ma se poi fanno allenatore e ds e tante altre cose e non ti chiamano: che direttore tecnico è?
Non sono andato a Londra perché mi hanno chiamato due giorni prima, l’allenatore già era fatto. Io a Londra cosa vado a fare?
Hanno già fatto tutto senza chiedermi va bene o non va bene. Tutte le cose che avete scritto: l’unico allenatore che ho chiamato è Antonio Conte.
De Zerbi, Mihajlovic, Gasperini mai chiamati Io una persona ho chiamato: Antonio Conte. Il resto tutta fantascienza.
Mi fate passare per quello che ha chiamato e tutti mi hanno detto di ‘No’. Io per stupido non ci passo, questa è una precisazione che volevo fare.
Questa è realtà. Non tornerei senza Baldini, quello che è successo è successo.
Diffile mettere i cocci al posto giusto. Se avessero voluto fare questa scelta l’avrebbero già fatta.
Visto che non ci hanno mai pensato è giusto così. Lo rispetto, a malincuore lo rispetto.
L’unico allenatore che ho fatto con Fienga che ringrazio pubblicamente e che si è messo davanti a tutti e mi ha detto: “Se dovessi comandare sei il direttore tecnico
che lavorerà con me.
L’unico che ci ha messo la faccia. Nessuno mi ha mai fatto una proposta del genere e se non ci fosse stato Fienga io sarei rimasto così come sono sempre stato.
Credo sia stato inutile continuare in questa squadra. L’unico che ho chiamato con Fienga è stato Ranieri ed altri dirigenti non volevano che prendessi questa decisione.
E oggi lo ringrazio perché lui sarebbe venuto anche gratis per la Roma, ha fatto il massimo ed è un uomo vero che appena l’ho chiamato senza parlare di niente mi ha detto: “Domani sono a Trigoria”.
I romanisti devono essere fieri di questa persona e infatti gli hanno dato un tributo all’addio di Daniele.
E’ doveroso ringraziarlo oggi. Io ho dato la mia risposta e credo sia vera. Io dico la verità, non mi serve dire bugie: a che pro?
Fienga me lo ha detto tre mesi fa che mi avrebbe fatto fare questo benedetto ruolo di direttore tecnico anche perché il primo ruolo che volevo fare.
Quando hai dall’altra parte che ti mette i bastoni tra le ruote sempre e ogni volta trova intoppi o problemi come ho detto prima: io non sono stupido.
Se io ora non avessi voluto Fonseca, perché il dt dà un parere importante o ha l’ultimo parere insieme il ds, ma siccome hanno scelto tutto loro che devo fare?
Se le cose vanno male che faccio? Dico io non ho scelto Fonseca. Io sarei rimasto anche se mi avessero chiamato prima di scegliere l’allenatore, ti metti seduto
e siamo qui a scegliere l’allenatore della Roma e mi davano fiducia, mi facevano vedere di avere fiducia in me e siccome adesso non l’hanno fatto e non l’avrebbero mai fatta.
Con Conte abbiamo palrato io e Fienga. Io ho detto a Guido: “L’unico che può cambiare la Roma è Antonio Conte”. Lui ci aveva dato l’ok perché lo abbiamo visto e sentito parecchie
volte e poi ci sono stati dei problemi e ha cambiato idea. Ma è stata una decisione mia e di Guido e Pallotta era felice che si potesse fare.
La risposta è banale, io già da settembre dissi ad alcuni dirigenti: “Se voi pensate che questo è l’ultimo anno di Daniele diteglielo subito, non fate come con me che Daniele è un
capitano della Roma e va rispettato.
Tutti mi dicevano sì, poi vediamo, valutiamo. Il tempo passava, ha avuto problemi, entrava usciva, Di Francesco via, Monchi che si è dimesso, un contesto difficile e le cose erano passate
in secondo piano. Le cose vanno fatte subito a Trigoria serve uno che prende decisioni. Non dieci persone, uno. Io con Daniele ci ho parlato da amico e non da dirigente.
Gli ho detto: “Guarda al di là, perché penso che questo per te è l’ultimo anno. In quel momento ero amico di Daniele e gli davo dei consigli per fargli capire che poteva esserci
un problema ed infatti è arrivato come è successo cn me. Non riesco a capire se questa cosa è voluta o perché non ci pensano.
Sono cose ben diverse. Ma da quello che ho capito era ciò che volevano e sempre voluto: levare i romani dalla Roma.
Non farò nessun nome di giocatore per rispetto. Tornavo dalle vacanze il primo anno che ho smesso mi hanno chiesto un parere su un calciatore: Per me in questo momento non è un giocatore
che può fare bene alla Roma, perché Di Francesco vuole fare il 4-3-3, ha tanti infortuni e ora si deve prendere un altro giocaotre.
E un altro dirigente: ti pare, sempre contro di noi. Io ho risposto a quello che mi è stato chiesto.
Però, io avrei fatto un’altra scelta e sotto un certo punto di vista ci avrei azzeccato.
Il giocatore? Dell’Ajax. Monchi non l’ho più sentito. Forti, perché la maggior parte dei dirigenti non volevano dare una posizione forte e le altre società forti e non faccio nomi ed in altre più forti
non succedono queste cose. Se uno sbaglia deve pagare, perché poi gli altri si accodano.
Può essere anche Messi, dentro lo spogliatoio ci deve essere rispetto reciproco e se non c’è non vai da nessuna parte.
Se hai sbagliato è giusto che paghi.
Sì, direttore tecnico, penso sia quello che si addice di più.
Una freccia per difendere mister Di Francesco: ha chiesto 4 o 5 giocatori e non glieli hanno mai presi.
Non difendo l’operato del mister, ma le cose si devono sapere è troppo facile nascondersi.
Non sto difendendo il mister, lui avrà sbagliato ciò che vuoi. Lui ha chiesto 4 o 5 giocatori. Vuoi sapere quanti gliene hanno presi? Zero.
Le cose belle? La città Roma, sole, montagna, mare e i tifosi della Roma: i più belli di tutti”

 

 

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