Essentials

Meta

Pages

Categories

Coppa Italia: Roma-Spezia 2-4 d.c.r.

Ottavi di finale di Coppa Italia
Roma: Stadio Olimpico ore 14,30
Mercoledi 16 dicembre 2015
Gara unica di qualificazione
Roma-Spezia 2-4 d.c.r.

Pjanic colpisce la traversa

Pjanic colpisce la traversa

Dzeco alza il tiro sopra la traversa

Dzeco alza il tiro sopra la traversa

LA DIRIGENZA E LA GUIDA TECNICA DELLA ROMA CI HANNO OFFESO
SI SEGUITA COSI?

Inutile cercare populismo, o frasi efficaci per fare leva sull’inquietitudine dei tifosi romanisti, usciti delusi umiliati e sopratutto offesi dall’affondamento del Titanic giallorosso.
Una squadra che sul campo non ha mostrato carattere e la giusta voglia di eseguire una prestazione all’altezza, ha rischiato più dell’avversario di andare sotto nel punteggio nei tempi di gioco, lasciando alla Roma il triste primato di non effettuare neppure un tiro in porta contro una formazione di metà classifica del campionato cadetto.
Il rammarico poi che fà infuriare è guardare quello che non potrà più succedere, ovvero il tabellone della Coppa Italia che offriva ai giallorossi un’autostrada libera verso la finale, ovvero verso la conquista di un titolo più accessibile rispetto alla Champions league e campionato.

SEMBRA ANCORA IRREALE…

Mentre scrivo su questa partita devo veramente faticare per essere realista e autoconvincermi che sia andata come dice il punteggio.
Nella storia della Coppa Italia la Roma non veniva eliminata da ben quindici anni anni agli ottavi di finale. L’ultimo amaro ricordo nella stagione 2000/2001 contro l’Atalanta.
Roma-Spezia, (ai botteghini delle scommesse poche vincite ma ottime) sembrava senza pronostico, troppo il divario tecnico in campo, il parco giocatori della Roma esponezialmente più importante di quello dei liguri e tutto l’enturage delle due squadre parla a favore dei giallorossi.
Allora cosa è successo?

SBATTERE CONTRO UN MURO

Sotto accusa e non può essere altrimenti, un allenatore che non offresoluzioni di gioco diverse da quelle delle percussioni centrali, con triangoli stretti che mettono in porta l’uomo destinato a buttarla dentro. Non c’è altro!
Con un attaccante come Dzeko non vi è spinta e sopratutto cross al centro dalle fasce per cercare deviazioni aeree da parte del centravanti. Inoltre il bosniaco si sfianca a rincorrere gli avversari che puntualmente vanno via indisturbati mancando la fase difensiva poco curata, nonostante il valore dei singoli.
In sostanza il gioco s’infrange contro le difese avversarie che sopratutto in squadre meno munite riempiono i reparti arretrati di giocatori.

IL PRESSING DOV’E’

Giocare in maniera prevalentemente offensiva (la dirigenza ci propone solo tecnici offensivisti stile Zeman), vede in primis un pressing convincente sui portatori di palla rendendo l’impostazione del gioco difficoltosa e costringendo all’errore gli avversari. A forza di sbagliare la squadra che conduce l’attacco raccoglie i profitti.
In seconda analisi il gioco offensivo deve seguire le caratteristiche dei giocatori in rosa e principalmente quelle del suo centravanti Dzeko che può sfruttare la sua altezza e le sue capacità aeree. Uno così è inutile fargli fare fraseggi con la palla bassa.
Per sbloccare il risultato quando le squadre avversarie si chiudono, si debbono cercare le conclusioni da fuori area ma, anche queste, sono ridotte al lumicino.

LA FASE DIFENSIVA E’ PREOCCUPANTE

Non sono solo gli interpreti del reparto difensivo a far accapponare la pelle ma il loro modo di effettuare certe manovre e quelle di un centrocampo assente, che avrebbe il compito di proteggerli. Le ripartenze avversario trovano spesso una difesa stile zemaniana, che lascia metà campo sguarnita e affannose rincorse agli attaccanti che cercano di non sprecare così tanti regali.

UN GRANDE DANNO D’IMMAGINE

La sconfitta, ai calci di rigore, dopo non essere stati in grado di avere la meglio in 120 minuti di una squadra cadetta di metà classifica, peraltro in uscita da una crisi di risultati reca un danno d’immagine importante, che avrà risvolti economici altrettanto importanti.
Per avvalorare questa riflessione basterà leggere i titoli dei giornali specializzati e quelli dei quotidiani, non necessamente solo italiani.
In tutto questo va sottolineato il danno d’immagine che subiscono i tifosi romanisti che dovranno metabolizzare anche questa umiliante sconfitta con conseguente eliminazione.

DIVENTANO TROPPE LE CADUTE E RICADUTE CON QUESTO TECNICO

Spesso, almeno sperandoci, ci siamo resi conto che si era raschiato il fondo del barile, convinti che più in basso non si poteva scendere. poi un breve periodo di tranquillità e di nuovo ricaduta.
Non è una storia recente ma si trascina dal secondo anno con Garcia alla guida tecnica in poi. Dopo la fragorosa caduta contro lo Spezia, non esistono altre giustificazioni, sembra necessario un provvedimento societario che esoneri il sig. Garcia, purtroppo in grande confusione e sopratutto colpevole di non trasmettere più il suo credo alla squadra. Proprio il solco che si è aperto tra lui e la squadra è pericolosissimo e potrebbe tagliare di netto le ultime speranze di tirare bilanci positivi di una stagione che partita bene rischia di essere disastrosa. Questo va evitato e questa prova di esame tocca alla società e al suo presidente Pallotta che non sarà felice di questa eliminazione storica. Salvate il salvabile anche se non si potrà facilmente dimenticare l’uscita in Coppa Italia alla prima apparizione contro uno Spezia che ha ampliamente meritato di andare avanti!!!

GARCIA: PENSA A DOMENICA

“Non siamo stati in grado di segnare un gol nei novena minuti. Spingerò la squadra fino alla morte. Abbiamo perso la fiducia, se uno gioca con i dubbi non si può vincere. E a noi serve vincere per uscire dalla tempesta.
E normale che i tifosi sono scontenti, dovevamo vincere e non l’abbiamo fatto. Spero che domenica si metterà in campo la rabbia. La tifoseria é importante ma noi non l’abbiamo resa felice. Sapevamo che lo Spezia aveva qualità, ma non abbiamo giocato con grinta ma dobbiamo guardavo in faccia e io sono io primo, senza fiducia non andiamo da nessuna parte  ‘e da vincere domenica, i tre punti ci servono assolutamente. dobbiamo vincere e tornare nelle posizioni alte. Stasera non c’è alibi , bisogna non mollare e vincere, questa è la parola d’ordine.
Nel primo tempo ci è mancato tutto. Si vede che alcuni giocatori hanno perso fiducia, non è normale non provare a saltare l’uomo o a prendere rischi, giocando solo lateralmente o indietro. Questa partita deve servire da lezione ai giocatori per capire che quando si gioca con i dubbi non si va da nessuna parte. Dobbiamo recuperare entusiamso e fiducia, e questo dobbiamo farlo noi perchè non ci aiuta nessuno. La gara di domenica è fondamentale, ci serve una vittoria. Penserò a come arrivare al match con il Genoa nel migliore dei modi. Nel secondo tempo le cose sono andate meglio ma non è normale non segnare un gol stasera e andare ai rigori. Non è un problema tattico ma mentale. Dal punto di vista tattico non prendiamo gol ma abbiamo perso l’equilibrio, non segnamo più. Ci manca qualcosa, e non parlo solo degli infortunati. Contro lo Spezia dovevamo vincere, questo è un fallimento. Dobbiamo rimanere in piedi nella tempesta e per farlo ci serve carattere e orgoglio. Da domenica dobbiamo dimostrare di poter fare meglio perchè così non va.
Domani parlerò ai giocatori. Ovviamente ascolterò anche per sentire la loro opinione ma non abbiamo alibi questa sera. Usciamo da una partita di Napoli buonissima che abbiamo giocato con grinta. La Roma aveva la consapevolezza essere una grande squadra in grado di giocare contro un avversario di livello come il Napoli. Non so se non abbiamo capito tutti che questa squadra e questa società sono importanti e che non vincere in casa contro una squadra di Serie B, anche se di livello buono questa sera… Se loro hanno preso fiducia è colpa nostra, non solo merito loro e lo dovrò spiegare ai giocatori”.

 TABELLINO

Roma (4-3-3) De Sanctis, Maicon, Castan, Rudiger, Emerson (dal 79’ Digne), Pjanic, Vainqueur (dal 64’ De Rossi), Ucan, Iturbe (dal 60’ Florenzi), Dzeko, Salah.
A disposizione: Nainggolan, Iago Falque, D’Urso, Gyomber, Lobont, Szczesny, Di Livio, Manolas, Umar.
Allenatore: Garcia
Spezia (4-4-2): Chichizola, Martic, Valentini, Terzi, Migliore, Situm, Canadjija, Brezovec (dal 67’ Juande), Misic (dal 77’ Ciurria), Catellani (dal 98’ Acampora), Nene.
A disposizione: Postigo, Tamas, Piccolo, Sluga, Coric, Errast, Milos, Dentello, Rossi.
Allenatore: Di Carlo
Arbitro: Marco Di Bello (Sez. di Brindisi)
Assistenti: Vuoto e Paganessi.
IV uomo: Pezzuto.
Ammoniti: Ucan, Terzi, Nene, Vainqueur, Rudiger
Serie dei calci di rigore: Pjanic (NO GOL), Terzi (GOL), Dzeko (NO GOL), Nene (GOL), De Rossi (GOL), Digne (GOL), Juande (GOL), Acampora (GOL)

 

Batistuta e Montella osservano 1 minuto silenzio per le vittime a New York 11 settembre 2001

Batistuta e Montella osservano 1 minuto silenzio per le vittime a New York 11 settembre 2001

SORTEGGI SARA’ ROMA-REAL MADRID

La Roma affronterà il Real Madrid agli ottavi di Champions League. Difficile identificare il Real col campionissimo Ronaldo perchè in fatto di campioni ne ha diversi al suo fianco. Viene subito alla mente la serata irreale in cui si è giocato l’11 settembre…
Il Real Madrid, dopo questo sorteggio,  si conferma l’avversaria più incontrata dalla Roma in Champions League. La Roma che vanta dieci  partecipazioni nella massima competizione europea,  ha incontrato i blancos 4 volte, per un totale di 8 incontri.
Le ultime partite, risalenti alla stagione 2007/08, vedono una doppia vittoria romanista per 2-1, con qualificazione ai quarti ottenuta dall’undici di Luciano Spalletti.
Sono 3 le vittorie della Roma, 4 quelle dei Real e solo un pareggio.
Questi gli accoppiamenti degli ottavi di finale secondo i sorteggi effettuati oggi a Nyon:

Gent-Wolfsburg
Roma-Real Madrid
Psg-Chelsea
Arsenal-Barcellona
Juventus-Bayern Monaco
Psv Eindhoven-Atletico Madrid
Benfica-Zenit
Dinamo Kiev-Manchester City

Schermata 2015-12-14 alle 12.54.50

ORARI IMPOSSIBILI ADDIRITTURA CAMBIATI

Che la Coppa Italia non sia una manifestazione che decolla, almeno negli ottavi di finale, è cosa risaputa, ma quando le carenze dirigenziali propongono partite in orari assurdi, cocci si aggiungono a cocci.
E’ il caso di Roma-Spezia, ma non solo, prevista inizialmente mercoledi 16 dicembre alle 17,30 e successivamente spostasta soltanto di orario alle 14,30.
La Rai, che detiene (purtroppo) i diritti della manifestazione,  aveva in un primo momento ufficializzato un palinsesto con tanto di date ed orari ma, dopo alcune ore, lo stesso è stato rivoluzionato.Roma-Spezia ma non più alle 17:30 bensì alle 14:30 e a farne le spese entrambe le tifoserie, alle prese col lavoro e le problematiche quotidiane. Anche per i tifosi ospiti sono in programma parecchie defezioni per gli stessi motivi.
Sembra quasi tutto indicare come Rai e dirigenza calcistica vogliano levarsi un peso di dosso anzichè valorizzare questa manifestazione. Il calcio resta lo sport più amato in Italia anche con questa dirigenza!

 

Write a Comment

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Shortcuts & Links

Search

Latest Posts