Roma 25,02,2009
UN BLACKOUT DIFENSIVO DI POCHI MINUTI E' FATALE
Una disattenzione dietro l'altra nel finale di primo tempo e la Roma lascia l'Europa League, nonostante le grandi occasioni vanificate nella ripresa.
La Roma per due volte ha avuto in pugno la qualificazione, ad Atene doppio vantaggio poi il pareggio e la rete del vantaggio. Stesso copione all'Olimpico con la rete di Riise su calcio piazzato all'11' che faceva pendere l'ago della bilancia della qualificazione verso la Roma.
Poi il momento critico dove la squadra di Ranieri ha inanellato un errore dopo l'altro chiudendo il discorso qualificazione al 47'.
TROPPO PESANTI LE ASSENZE
Inutile intentare processi alla squadra, al tecnico o oltre. Il campo ha trovato, una Roma molle e differente da quella vista in campionato. L'apparato difensivo ha ceduto ed è stato infilato in maniera quasi incredibile, vista la Roma formato campionato. In effetti le assenze hanno condizionato molto la squadra di Ranieri. Perso Julio Sergio all'andata difficile è stato il reintegro di Doni che non dà la giusta fiducia alla squadra ed all'apparato arretrato in particolare. Il portiere esce difficilmente sui cross creando allarme tra i suoi compagni e non solo. Poi la mancanza di Pizarro si è sentita oltremisura. Persino De Rossi ha mostrato segni d'involuzione e con lui i suoi compagni di reparto. poi la coppia To-To Totti, Toni non si può regalare a nessuno, tantomeno in Europa. Obiettivamente poi va riconosciuto merito al tecnico ed alla squadra avversaria che hanno giocato in maniera impeccabile i 180 che l'ha hanno messa difronte ai giallorossi.
NON TUTTO E' ANDATO STORTO
Se il risultato pesa sulla serata romanista e sulla tifoseria giallorossa, prop
rio dal tifo arrivano le note liete . Il gemellaggio con i sostenitori del Panathinaikos effettuato all'andata ha retto anche al ritorno ed a guadagnarne è stato lo spettacolo sugli spalti. L'ingresso in campo delle squadre è stato accolto da due scenografie costruite con i colori delle rispettive squadre. Quadrettoni bianco verdi per i seimila ospiti, Gialli e rossi con migliaia di palloncioni che fanno da base alla scritta SPQR. Il sostegno è stato incessante, sia in curva sud che nel lato distinti nord settore ospiti. A rinforzare il gemellaggio il grande applauso della tifoseria romanista a quella avversaria per la continua voce in sottofondo per incitare i bincoverdi. Di positivo quindi l'aver trovato un amico in più, in un mondo come quello del calcio dove il nemico è pronto a colpirti lì dietro l'angolo.
DOPO L'ELIMINAZIONE
RANIERI: Abbiamo avuto 3-4 minuti di follia ad Atene ed aanche a Roma. Sapevamo che sarebbero ripartiti in contropiede e avrebbero provato tiri dalla distanza. Non c e stato quel pizzico di fortuna che sarebbe servito. Dovevamo gestire megliol' l-0. In campo internazionale non puoi permetterti il lusso di fare errori. Il Panathinaikos era alla nostra portata, ma il calcio è questo, bisogna saperlo accettare. Dispiace per i ragazzi e per il pubblico, onore ai vincitori. La squadra ha spinto, ha giocato bene, le assenze di giocatori importanti ha influito, senza togliere niente a nessuno. Ora penseremo solo al campionato e avremo piu tempo di allenarci. Sull’1-0 ci siamo scomposti. Gli abbiamo regalato la palla del rigore e del tiro in porta. In campo internazionale non te lo puoi permettere. Avevamo la partita in pugno invece ci è sfuggita di mano.


Il TABELLINO ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Mexes, Juan, Riise; De Rossi, Brighi (dal 1' s.t. Baptista); Cerci (dal 22' s.t. Menez), Perrotta, Taddei; Vucinic. PANATHINAIKOS (4-2-3-1): Tzorvas; Marinos, Vintra, Sarriegi, Kantè; Simao, Katsouranis; Salpingidis (dal 42' s.t. Leto), Ninis (dal 26' s.t. Gilberto Silva), Spiropoulos; Cissé (dal 46's.t. Hristodopoulos). ARBITRO: Paixao (Por). Marcatori: 11' Riise, 40' Cissé (rig), 43' Ninis, Spettatori 50.000 circa di cui 6.000 provenienti da Atene. Angoli: 6-4 per la Roma.
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