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Campionato: Roma-Sassuolo 4-2

Terza giornata
Girone di andata
Domenica 15 Settembre 2019 ore 18,00
Roma: Stadio Olimico
Roma-Sassuolo 4-2

UNA GIORNATA IN CUI TORNA IL SORRISO


 

Campionato: LAZIO-ROMA 1-1

Seconda giornata
Girone di andata
Domenica 1 Settembre 2019 ore 18,00
Roma: Stadio Olimico
Lazio-Roma 1-1

Stagione 2019-2020

Campionato: Roma-Genoa

Stagione 2019-2020
Prima giornata
Girone di andata
Domenica 25 agosto 2019 ore 20,45
Roma: Stadio Olimico
Roma-Genoa 3-3

 

Da questa stagione l’almanacco esce in veste nuova con il commento a caldo del direttore, dopo ogni gara della AS Roma.
Dopo Roma-Genoa monta la preoccupazione per quello che inizia ad emergere come l’integralista portoghese, che visto quello che
ha combinato Zeman …..

Una Roma che ha le stesse facce di quella della scorsa stagione e con i campioni ceduti tranne Dzeko.
Baldini doveva portare Almerweild e invece è rimasto Juan Jesus che contro il grifone l’ha combinata grossa.
Finchè Pallotta penderà dalle labbra di Baldini la Roma che avremo è quella che ci preoccupa.
Speriamo che in settimana arrivi almeno il centrale difensivo perchè domenica arriva la Lazio e senza El Sharawy,
senza Manolas solo per citarne due, non si dorme tranquilli.

TOTTI LASCIA LA ROMA

STACCARSI DA UNA MAMMA E’ DIFFICILE
OGGI POTEVO ANCHE MORIRE
ALLA GENTE VA DETTA LA VERITA’
IO E DE ROSSI IN CURVA SUD
E’ UN ARRIVEDERCI E NON UN ADDIO

Conferenza di Totti

Alle 14,00 in punto si è tenuta la conferenza stampa di addio di Francesco Totti alla Roma, DOPO
TRENTA ANNI.
La deromanizzazione dei romani dalla Roma adesso è compiuta, ha vinto il sig. Baldini, rintanato
nella sua Londra che ha siluarato con i suoi consigli prima Totti calciatore e alla stesso modo
De Rossi, poi l’opera magna si è completata con l’addio di Totti alla società.
Commoventi due passaggi quando ricorda come è difficile staccarsi dalla propria madre e ancora
più forte “avrei preferito morire”.
Come è possibile che il personaggio più conosciuto al mondo non solo calcisticamente parlando,
sia stato accantonato in ogni decisione da prendere e come, un presidente serio non si sia mai chiesto
in oltre otto anni perchè i risultati non arrivano e non sono arrivati?
L’almanacco lo ha scritto da tanto tempo, basta leggere nell’archivio, purtroppo siamo stati precursori
di quanto oggi è accaduto, era chiaramente leggibile da tempo e si evince una sola cosa: La Roma attuale
è nelle mani sbagliate e nei consiglieri sbagliati, questo un altro risultato negativo della gestione della
Roma di Pallotta, una polveriera pronta ad esplodere e questa volta speriamo succeda presto.
INTANTO IN BORSA IL TITOLO DELLA ROMA CEDE IL 2,6%.

HA VINTO BALDINI  E …..PALLOTTA

Adesso che hanno vinto con la cacciata di Totti, per loro inizia il periodo più duro, ora tutti conoscono i responsabili dei fallimenti a ripetizione,
manca però d’ora in poi il paracadute a questi dirigenti e consiglieri, grazie a loro la Roma sarà ridimensionata da subito.
Che dire delle vendite di Salah e Allison? Due calciatori sotto contratto con la Roma che hanno alzato tanti trofei appena ceduti.
Avevano i campioni in casa, quelli giusti per vincere e nascondendosi col fair play finanziario, hanno ceduto la possibilità di vincere qualcosa.
Ora toccherà ad altri pezzi da 90′ e poi?
Serve lo stadio? Ma i giocatori da mettere dentro?
Come cercheranno di tirare i tifosi al loro fianco?
Ora il muro è caduto e la sporcizia che c’è dietro è venuta a galla.
Persino la radio ufficiale della AS Roma ha optato per non trasmettere in diretta la conferenza stampa del capitano.
Vediamo adesso cosa accadrà dentro la Roma, tutto così non potrà andare avanti, coltellate alle spalle, dirigenti che sono contenti quando la
squadra perde e ancora tanto altro schifo……
Vediamo cosa succederà anche tra il tifo giallorosso, quello si pulito e unico pagante per alimentare tante teste inutili che gravitano all’interno
e all’esterno della società.
Il Sig. Baldini è riuscito in qualcosa in cui nessun altro sarebbe stato in grado di fare: allontanare le uniche vere immagini che avrebbero voluto il
bene della Roma: Totti e De Rossi.

Ora a rappresentare la Roma ci saranno coloro che restano con Baldini in primis. Vediamo adesso cosa sapranno fare senza parafulmine, a partire dai
circa 60 milioni da recuperare entro giugno.

LE PAROLE DEL CAPITANO

“Innanzitutto ringrazio il presidente Malagò, per avermi dato questa possibilità e questo posto bellissimo, uno dei più importante per gli sportivi.
Certo la comunicazione è meno bella rispetto al posto. Alle 12.41 del 17 giugno 2019 ho mandato una mail al CEO della Roma dove scrivo un po’
di parole e di frasi per me impensabili, inimmaginabili.
Ho scritto, ho dato le mie dimissioni con l’AS Roma e speravo che questo giorno non ci fosse, invece è arrivato questo fatidico giorno che per me è
molto molto brutto e pesante, però viste le condizioni credo sia stato doveroso e giusto prendere questa brusca decisione anche perché non avevo
la possibilità di lavorare con l’area tecnica della Roma e ho preso questa decisione un po’ difficile pensata in tanti mesi ma penso sia la più coerente
e giusta perché davanti a tutti ci deve essere la Roma.
Oggi non ci deve essere pro-Totti, contro Pallotta o Baldini. Ci deve essere solo la Roma e l’amore nei confronti di questi colori.
Gli allenatori passano, i giocatori passano, le bandiere non passano quello no. Questo mi ha fatto pensare tanto e diciamo che non è stata colpa mia prendere questa decisione.
La Roma l’ho messa davanti a tutto è la mia seconda casa se non la prima, perché ho passato più tempo a Trigoria che a casa.
Prendere questa scelta è stato difficilissimo perché ho sempre voluto portare ad alti livelli questa società per il mondo per far fare bella figura.
Non è stata colpa mia perché non mi è mai stata data la possibiltà di esprimermi, non mi hanno coinvolto nel progetto tecnico.
Il primo anno ci può stare, il secondo avevo capito cosa volessi fare e non ci siamo mai trovati e aiutati l’uno con l’altro anche perché sapevano
la mia voglia di dare tanto a questa squadra e società, ma loro sinceramente non hanno mai voluto.
Mi tenevano fuori da tutto. Al popolo e la gente di Roma devo dire solo grazie per come mi hanno sempre trattato. C’è stato sempre un reciproco rispetto sia in campo che fuori.
Posso dire di continuare questa squadra che va sempre tifata e onorata per me è la più importante del mondo e vederla in questo momento di difficoltà mi rattrista e mi dà fastidio.
Roma è Roma i tifosi sono diversi dagli altri: la passione, la voglia che ci mettono nei confronti di questa squadra è talmente grande che non potrà mai finire.
Io anche da fuori continuerò sempre a tifare Roma, è un arrivederci non un addio.
Da romanista mi dà fastidio vedere Totti lontano da Roma e non credo può succedere. Ora prenderò altre strade e nel momento in cui un’altra società punterà su di me tornerò.
Diciamo che in questo momento ce ne sono tante di cose che posso fare. Sto valutando tranquillamente, questo mese valuterò tutte le offerte che ci sono sul piatto e quella che
mi farà stare meglio la prenderò con tutto il cuore perché ho sempre fatto così. Se prenderò una decisione sarà quella definitiva. Non sto qui a dire di chi è la colpa,
è stato dato un percorso, non è stato rispettato ed ho fatto questa scelta.
Tutti sanno che hanno voluto che io smettessi. Sul lato dirigenziale avevo un contratto di sei anni, sono entrato in punta di piedi perché per me era una novità.
Andando avanti col tempo ho capito che erano cose diverse, il campo è una cosa il dirigente è un’altra. Di promesse ne sono state fatte tante, è normale che col passare del tempo
giudichi, valuti, anche perché anch’io ho un carattere e personalità e non sto lì a fare quello che ogni tanto chiami. Lo facevo per la Roma, ma poi andando avanti col tempo non mi sembrava
il caso di continuare dove delle persone non volevano facessi una certa cosa.
C’è un pensiero di certe persone di togliere i romani dalla Roma. Un pensiero che alla fine… è prevalsa la verità: sono riusciti ad ottenere quello che volevano anche da 8 anni a questa parte
quando sono entrati gli americani hanno cercato in tuti i modi di metterci da parte.
Con gli anni hanno cercato in tutti i modi… Hanno voluto questo ed alla fine ci sono riusciti.
Se ho preso questa decisione penso che sia normale che ci siano degli equivoci e dei problemi interni alla società. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io:
Troppi galli a cantare non servono, ci sono tante persone che mettono bocca su cose e fanno solo casini e danni.
Tutti devono fare il suo e così sarebbe più facile per tutti. Se ho preso questa decisione penso che sia normale che ci siano degli equivoci e dei problemi interni alla società.
Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io: troppi galli a cantare non servono, ci sono tante persone che mettono bocca su cose e fanno solo casini e danni.
Tutti devono fare il suo e così sarebbe più facile per tutti. Un po’ tutti sappiamo i problemi reali della società, soprattutto per il FPF che bisogna vendere giocatori per il 30 giugno.
Hanno fatto questa scelta difficile di vendere i giocatori più blasonati ed è anche più facile prendere soldi da questi giocatori.
Perciò penso che bisogna essere trasparenti soprattutto con i tifosi, perché io ho sempre detto: “Bisogna dire la verità alla gente, anche brutta ma bisogna dire la verità”.
Quando un anno fa in un’intervista dissi che l’obiettivo era il quarto posto e la Juve avrebbe vinto lo scudetto mi è stato detto che ero incompetente e levavo stipendi ai calciatori.
Quando dici la verità sei inattaccabile, o sono abituato a dire la verità. Non posso stare qua dentro.
Per me pesa tantissimo ed è pesata tantissimo perché poi il calciatore trova sempre un alibi o una scusa perché quando le cose vanno male le cose
iniziano a dire: “Manca il presidente, il ds, il direttore tecnico e nessuno ci dice come stanno le cose”.
Questo va a dare problemi alla squadra, per me crea un danno e io l’ho detto e ripetuto tantissime volte.
Il presidente deve essere più sul posto, perché quando i calciatori, direttori, dal primo all’ultimo che entra a Trigoria
sta sull’attenti sta a lavorare come dovrebbe lavorare.
Quando non c’è il capo fanno tutti come gli pare. E’ così ovunque penso. E’ come all’allenamento senza mister: con lui va a 300 all’ora,
col secondo fai lo stupidino.
Se ho preso questa decisione non ho fatto niente e potuto fare niente e non mi sono sentito nel vivo del progetto, soprattutto nell’area tecnica
dove io penso che capire un po’ di più rispetto ad altre persone che stanno a Trigoria, penso di avere le basi o l’occhio.
Questo penso di saperlo fare bene, sbagliando perché tutti sbagliano. Prendendosi la responsabilità, la faccia l’ho sempre messa e sempre la metterò
anche quando le cose vanno male come quest’anno. Ho girato spesso vari continenti, soprattutto in quelle zone. Posso dire che la Roma è stimata
in varie parti del mondo e tutti la vorrebbero prendere. Però stare qua a dire c’è uno, c’è quell’altro…
Non mi posso esporre perché non so niente di tutto ciò.
Diciamo che le cose che mi hanno fatto riflettere e pensare, non sono stato mai reso partecipe, quando erano in difficoltà mi chiamavano, in due anni avrò fatto
dieci riunioni, mi chiamavano sempre all’ultimo come se mi volessero accantonare da tutto e dopo un po’ il cerchio si stringe e poi subentra il rispetto verso la persona.
Ho cercato in tutti i modi di mettermi a disposizione e dare qualcosa in più, ma dall’altra parte era diverso il pensiero.
Sicuro un’altra proprietà e poi dipende se quest’altra proprietà mi chiama e crede nelle mie potenzialità e crede che io alla Roma possa fare qualcosa di buono e sicuramente
non ho mai fatto e farò male alla Roma. Per me viene prima di tutto, anche in questo momento. Per me oggi è altro quando ho smesso di giocare.
Andare via dalla Roma per me… morire era meglio.
Tanti personaggi nella Roma hanno sempre detto che sono troppo ingombrante per questa società, Io ho chiesto di fare il direttore tecnico perché credo di avere competenze
sull’area tecnica, non credo di comandare tutto. Ho chiesto di dare contributo e metterci la faccia, di decidere come fanno gli altri.
Ma se poi fanno allenatore e ds e tante altre cose e non ti chiamano: che direttore tecnico è?
Non sono andato a Londra perché mi hanno chiamato due giorni prima, l’allenatore già era fatto. Io a Londra cosa vado a fare?
Hanno già fatto tutto senza chiedermi va bene o non va bene. Tutte le cose che avete scritto: l’unico allenatore che ho chiamato è Antonio Conte.
De Zerbi, Mihajlovic, Gasperini mai chiamati Io una persona ho chiamato: Antonio Conte. Il resto tutta fantascienza.
Mi fate passare per quello che ha chiamato e tutti mi hanno detto di ‘No’. Io per stupido non ci passo, questa è una precisazione che volevo fare.
Questa è realtà. Non tornerei senza Baldini, quello che è successo è successo.
Diffile mettere i cocci al posto giusto. Se avessero voluto fare questa scelta l’avrebbero già fatta.
Visto che non ci hanno mai pensato è giusto così. Lo rispetto, a malincuore lo rispetto.
L’unico allenatore che ho fatto con Fienga che ringrazio pubblicamente e che si è messo davanti a tutti e mi ha detto: “Se dovessi comandare sei il direttore tecnico
che lavorerà con me.
L’unico che ci ha messo la faccia. Nessuno mi ha mai fatto una proposta del genere e se non ci fosse stato Fienga io sarei rimasto così come sono sempre stato.
Credo sia stato inutile continuare in questa squadra. L’unico che ho chiamato con Fienga è stato Ranieri ed altri dirigenti non volevano che prendessi questa decisione.
E oggi lo ringrazio perché lui sarebbe venuto anche gratis per la Roma, ha fatto il massimo ed è un uomo vero che appena l’ho chiamato senza parlare di niente mi ha detto: “Domani sono a Trigoria”.
I romanisti devono essere fieri di questa persona e infatti gli hanno dato un tributo all’addio di Daniele.
E’ doveroso ringraziarlo oggi. Io ho dato la mia risposta e credo sia vera. Io dico la verità, non mi serve dire bugie: a che pro?
Fienga me lo ha detto tre mesi fa che mi avrebbe fatto fare questo benedetto ruolo di direttore tecnico anche perché il primo ruolo che volevo fare.
Quando hai dall’altra parte che ti mette i bastoni tra le ruote sempre e ogni volta trova intoppi o problemi come ho detto prima: io non sono stupido.
Se io ora non avessi voluto Fonseca, perché il dt dà un parere importante o ha l’ultimo parere insieme il ds, ma siccome hanno scelto tutto loro che devo fare?
Se le cose vanno male che faccio? Dico io non ho scelto Fonseca. Io sarei rimasto anche se mi avessero chiamato prima di scegliere l’allenatore, ti metti seduto
e siamo qui a scegliere l’allenatore della Roma e mi davano fiducia, mi facevano vedere di avere fiducia in me e siccome adesso non l’hanno fatto e non l’avrebbero mai fatta.
Con Conte abbiamo palrato io e Fienga. Io ho detto a Guido: “L’unico che può cambiare la Roma è Antonio Conte”. Lui ci aveva dato l’ok perché lo abbiamo visto e sentito parecchie
volte e poi ci sono stati dei problemi e ha cambiato idea. Ma è stata una decisione mia e di Guido e Pallotta era felice che si potesse fare.
La risposta è banale, io già da settembre dissi ad alcuni dirigenti: “Se voi pensate che questo è l’ultimo anno di Daniele diteglielo subito, non fate come con me che Daniele è un
capitano della Roma e va rispettato.
Tutti mi dicevano sì, poi vediamo, valutiamo. Il tempo passava, ha avuto problemi, entrava usciva, Di Francesco via, Monchi che si è dimesso, un contesto difficile e le cose erano passate
in secondo piano. Le cose vanno fatte subito a Trigoria serve uno che prende decisioni. Non dieci persone, uno. Io con Daniele ci ho parlato da amico e non da dirigente.
Gli ho detto: “Guarda al di là, perché penso che questo per te è l’ultimo anno. In quel momento ero amico di Daniele e gli davo dei consigli per fargli capire che poteva esserci
un problema ed infatti è arrivato come è successo cn me. Non riesco a capire se questa cosa è voluta o perché non ci pensano.
Sono cose ben diverse. Ma da quello che ho capito era ciò che volevano e sempre voluto: levare i romani dalla Roma.
Non farò nessun nome di giocatore per rispetto. Tornavo dalle vacanze il primo anno che ho smesso mi hanno chiesto un parere su un calciatore: Per me in questo momento non è un giocatore
che può fare bene alla Roma, perché Di Francesco vuole fare il 4-3-3, ha tanti infortuni e ora si deve prendere un altro giocaotre.
E un altro dirigente: ti pare, sempre contro di noi. Io ho risposto a quello che mi è stato chiesto.
Però, io avrei fatto un’altra scelta e sotto un certo punto di vista ci avrei azzeccato.
Il giocatore? Dell’Ajax. Monchi non l’ho più sentito. Forti, perché la maggior parte dei dirigenti non volevano dare una posizione forte e le altre società forti e non faccio nomi ed in altre più forti
non succedono queste cose. Se uno sbaglia deve pagare, perché poi gli altri si accodano.
Può essere anche Messi, dentro lo spogliatoio ci deve essere rispetto reciproco e se non c’è non vai da nessuna parte.
Se hai sbagliato è giusto che paghi.
Sì, direttore tecnico, penso sia quello che si addice di più.
Una freccia per difendere mister Di Francesco: ha chiesto 4 o 5 giocatori e non glieli hanno mai presi.
Non difendo l’operato del mister, ma le cose si devono sapere è troppo facile nascondersi.
Non sto difendendo il mister, lui avrà sbagliato ciò che vuoi. Lui ha chiesto 4 o 5 giocatori. Vuoi sapere quanti gliene hanno presi? Zero.
Le cose belle? La città Roma, sole, montagna, mare e i tifosi della Roma: i più belli di tutti”

 

 

RITRATTO DI FONSECA

RITRATTO DI PAULO FONSECA

POCHE LUCI MOLTE OMBRE

Dopo Claudio Ranieri arriva a guidare la squadra capitolina Paulo Fonseca, attuale tecnico dello Shakhtar Donetsk.

CARRIERA DA CALCIATORE INDEFINIBILE

Paulo Fonseca inizia la sua carriera da calciatore nel 1989, nelle giovanili del Barreirense. Vestirà la maglia del club portoghese fino al 1995,
collezionando 91 presenze e 6 gol.
Passa al Porto nella stagione successiva, ma non colleziona nemmeno una presenza con i Dragoni: prosegue la sua esperienza da difensore
in prestito al Leça, al Belenses e poi al Maritimo. Dal 1998 al 2000 indossa la maglia del Vitoria Guimaraes, collezionando solo 6 presenze.
La sua avventura da giocatore termina nel 2005, dopo 5 anni con l’Estrela de Amadori, passati tra promozioni in Primeira Liga e retrocessioni in Liga de Honra.

CARRIERA DA ALLENATORE
UN ALTRO OFFENSIVISTA

All‘Estrela de Amadori, Paulo Fonseca inizia la sua avventura da allenatore, guidando le giovanili dal 2005 al 2007.
Prima di sedere sulla panchina di una squadra di Primeira Liga, il tecnico portoghese allena diverse squadre dei campionati minori fino al 2012.
Dezembro, Odivelas, Pinhalnovense e Desportivo Aves.
Nel 2009 porta il Pinhalnovense, squadra di terza divisione, ai quarti di finale della Coppa di Portogallo ben due volte di fila e nella stagione 2011-2012.
Al Desportivo das Aves, conquista la promozione in Serie B e di nuovo i quarti di finale della coppa nazionale.
Nel 2012 Fonseca arriva in prima divisione: diventa il tecnico del Pacos de Ferreira, dove rimarrà solo una stagione.
Inanella 30 partite, 14 vittorie, 12 pareggi e 4 sconfitte. Sotto la sua guida il club portoghese termina il campionato al terzo posto e si aggiudica la qualificazione
ai play-off di Champions League. In Coppa di Portogallo è sconfitto in semifinale dal Benfica.
Nel 2013 prende il posto dell’esonerato Vitor Pereira sulla panchina del Porto, dove va malissimo.
Dopo aver vinto la Supercoppa di Portogallo contro il Guimares, suo primo trofeo da allenatore, ottiene risultati deludenti in campionato e viene esonerato il 5 marzo 2014,
lasciando la squadra al terzo posto con 21 vittorie, 9 pareggi e 7 sconfitte.
Dal Porto il tecnico ritorna al Pacos de Ferreira per un’altra stagione che, però, non si rivela positiva: 12 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte su 34 gare, termina ottavo in campionato.
eliminato dalla Coppa di Portogallo e dalla Coppa di Lega.
La sua carriera di allenatore continua al Braga dal 2015. Nell’unica stagione sulla panchina del club portoghese, conquista il quarto posto in campionato,
ottenendo 16 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte su 34 partite. Vince però il suo secondo trofeo la Coppa di Portogallo, vendicandosi del Porto (ai rigori).
In Europa League è eliminato dallo Shakhtar.
Nel maggio del 2016 diventa tecnico dello Shakhtar Donetsk, subentrando al pluripremiato Lucescu.
La sua avventura in Ucraina inizia male: perde la Supercoppa di Ucraina contro la Dinamo Kiev e eliminato clamorosamente ai preliminari di Champions League.
In Europa League non va oltre i sedicesimi, ma effettua 9 vittorie consecutive, realizzando un nuovo record della competizione europea.
Vince il campionato ucraino con una giornata d’anticipo e la Coppa d’Ucraina.
Nel 2017-2018 concede il bis conquista nuovamente il primo posto nella prima divisione e la coppa nazionale, eliminato pero in Champions League dalla Roma agli ottavi.
In questa stagione ha vinto di nuovo il campionato e la Coppa d’Ucraina.
Nelle coppe europee eliminato alla fase a gironi in Champions e poi ai sedicesimi di Europa League.
Con lo Shakhtar ha collezionato 137 partite, ottenendo 101 vittorie.

MODULO DI GIOCO

Il modulo marchio di fabbrica di Fonseca è il 4-2-3-1:, che può adattarsi a diverse situazioni, ma non viene mai completamente snaturato.
Possesso palla e dominio del gioco, con controllo della partita: dominare la gara la sua parola d’ordine.
Velocità e gioco con palla a terra, il suo credo.
Con questo modo di giocare ha ottenuto nella stagione appena conclusa73 gol, incassandone 11.
Il tempo ci dirà sela sua avventura romana sarà positiva.
Per il momento rispecchiando le idee baldiniane molte nubi si intravedono all’orizzonte.
La dirigenza giallorossasi è incontrata a Madrid con Marco Abreu che rappresenta il tecnico il 4 giugno 2019.
Fonseca è legato allo Shakhtar Donetsk da un altro anno di contratto ma ha strappato al presidente Akhmetov la promessa di essere liberato
in caso di offerta da un club straniero senza pagare la clausola rescissoria da 5 milioni, poi scesa  a due col tecnico pronto a ridursi lo stipendio pu di arrivare nella capitale
al servizio dei tifosi giallorossi.

ZORRO E’ PAULO FONSECA

Dopo aver battuto il Manchester City nel dicembre 2017 in Champions League, guadagnando l’accesso agli ottavi di finale, mettendo fuori il Napoli,
Fonseca assolse una promessa, vestendosi da Zorro, con tanto di maschera e cappello, tenendo così una conferenza stampa.

Petrachi, disputa con Cairo dopo le dimissioni respinte

Mentre rinnova Bruno Conti, La Roma ha deciso di non rinnovare il contratto di Balzaretti in scadenza a fine giugno e si sistema anche la pedina Totti.
Tutto questo insieme al presidente Pallotta e lo staff dirigenziale presente il neo tecnico Paulo Fonseca mercoledi 12 giugno a Londra.
Tra gli altri immancabile, per sfortuna della Roma, Baldini! (speriamo che una volta ci azzecchi….)

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